Il Personal Branding ai tempi del Magnifico

Personal_Branding_Magnifico

Di personal branding se ne parla un giorno sì e l’altro pure, perché ogni azienda, ogni artista e ormai ognuno di noi vuole il proprio: per distinguerci da tutti gli altri, per affermare la nostra individualità, dobbiamo trovare la nostra cifra stilistica, il nostro modo di presentarci al mondo, che ci descriva e che ci faccia ricordare.
Ecco cos’è il personal branding: concetto facile a parole, molto più difficile da trasformare concretamente in simboli, modalità espressive e stile.
Come creare il proprio? Non esiste una ricetta oggettiva valida per tutti (altrimenti non si chiamerebbe ‘personal’!) perciò sono di grande aiuto gli esempi: eccone uno davvero eccellente, vecchio più di 500 anni, direttamente da Lorenzo il Magnifico e la sua corte nobiliare.

Pensate ad un giorno di sole e vento a spasso per Firenze ed avete già capito tra quanta bellezza lo sguardo si perde. Immaginate di entrare nella ex chiesa di San Pancrazio, nella piccola Cappella Rucellai per godervi un attimo di silenzio e raccoglimento, lontano dal grosso dei turisti accalcati e rumorosi.
Tempietto Qui sorge il tempietto del Santo Sepolcro di Firenze, un monumento funebre che riprende il Sacro Tempio di Gerusalemme ma in miniatura, costruito intorno al 1460 da Leon Battista Alberti, su commissione di Giovanni di Paolo Rucellai (che ne fece poi la sua tomba, meno di quindici anni dopo che fu terminato, ahimè per lui!) Tempietto_Rucellai

Il tempio è molto elegante con il suo “total bicolor” (solo marmo, bianco di Carrara o verde di Prato) e le geometriche decorazioni a riquadri simmetrici: trenta tarsie marmoree ornano le facciate con motivi principalmente naturalistici ed astrologici.
Al centro di ogni facciata sono rappresentati quattro grandi personaggi dell’epoca: Giovanni Rucellai (il committente), Lorenzo il Magnifico, Piero de’ Medici e Cosimo il Vecchio: ma non sono rappresentazioni di volti bensì del loro brand, o impresa personale, come veniva chiamato allora.

Vela al vento La più bella è l’immagine di una vela spiegata al vento con le sartie sciolte, semplice nella sua stilizzazione eppure al tempo stesso così efficace nel far subito pensare all’avventura e al fato che fin dai tempi antichi governa la navigazione a vela, tra i flutti e i venti scostanti. Il vento e la vela a simboleggiare le vicissitudini della vita, sulle quali la barca resta comunque a galla fino a raggiungere, sana e salva, il riparo sicuro del porto.
Si tratta del simbolo di Giovanni Rucellai: lo abbinava al suo nome personale, nei suoi affari commerciali con in resto del mondo, preferendolo al tipico stemma familiare rappresentativo della famiglia nobiliare di appartenenza.

Chiunque vedendo questo simbolo sulle sue navi, nelle affissioni pubbliche, nei documenti commerciali (bolle, fatture, offerte, ecc.) sapeva subito chi ne era l’artefice, Giovanni Rucellai, coraggioso e intraprendente mercante di grande abilità, pronto a sfidare ogni avversità per raggiungere i suoi traguardi e per portare sempre a destinazione le merci affidategli.
Vero che solo a parlarne ti viene voglia di spedire con lui il tuo prossimo pacchetto? Basta con i soliti banali corrieri!
Ecco, questi sono i pensieri perfetti che un ottimo personal branding è in grado di generare. Fare altrettanto è difficilissimo, ma non impossibile: prendete spunto …e che il vento vi sia propizio!

Tre anelli di diamante, l'impresa personale di Lorenzo il Magnifico

Tre anelli di diamante, l’impresa personale di Lorenzo il Magnifico

Se ti è piaciuta la storia di Rucellai e del Tempietto ecco qualche link per saperne di più:
La storia del Rucellai
Le caratteristiche architettoniche del tempietto
Vederlo dal vivo: come, dove, quanto