La spada nella roccia, lo scalpello nella pietra

Lungo strade perse tra boschi, verdi colline e qualche raro casolare, dietro l’ennesima curva all’improvviso mi si para davanti la Basilica di San Galgano. La vista da lontano è magnifica, e da vicino è ancora meglio: la spada nella roccia è estremamente affascinante (chi non ha mai visto il cartone di Walt Disney?!), la basilica ha un’imponente magnificenza e ovunque intorno si respira arte, bellezza e pace.

Ora capisco perché Michele viene a lavorare qui durante l’estate: all’aria aperta ed immerso in un favoloso contesto, contraltare perfetto alla sua espressione artistica, lo trovo chino mentre incide un bassorilievo di San Michele e il drago, circondato da turisti curiosi e affascinati dalla sua abilità.

Qualunque roccia ha una sua particolare bellezza interiore, questo il suo credo, perciò utilizza diversa tipi di pietra (alabastro, travertino, giallo siena, ecc.) lasciandosi ispirare dalla forma originale del pezzo e da quel che vi intravede.
Ecco ciò che trovo, a fianco a dove lavora, nella stanza dedicata all’interno della basilica: un’ampia varietà di opere, da piccoli oggetti d’arredamento a riproduzioni di figure sacre, a veri e propri pezzi unici. Dai due angoli più bui emergono due splendide figure, un angelo e un volto in volo, nati da pietre uniche nella forma e nelle venature, trasformate in toccante espressività.

E poi il mio pezzo preferito, una bianca testa in marmo statuario, non ha ancora un nome poichè l’ha creata durante queste settimane passate a San Galgano, anche se è già venduta, purtroppo, ad un australiano (che se ne intende, aggiungo io) al quale è bastato vederla in fase di realizzazione per fermarla.
Aprofitto della mancanza di nome per dargliene uno io: Argonath, come le gigantesche Colonne dei Re de Il signore degli anelli. Stessa magnificenza, stessa purezza di scopo e lineamenti, stessa perfetta armonia con la pietra da cui nasce, quest’opera mi trasmette la sensazione di essere onorata di poterla ammirare, è davvero magnifica!

 

Un incontro giovanile con uno scalpellino, una prestigiosa scuola dove crescere nell’arte, l’affiancamento pluriennale ad un maestro della tecnica, hanno permesso a Michele, umile scalpellino a detta sua, nuovo Michelangelo a detta degli altri, di sviluppare la sua sensibilità e le sue capacità diventando un artista a tutto tondo.artista della pietra 1
La sua umiltà è tale che è poi solo dopo, su Segni Di Pietra, che scopro quanto sia affermato, i numerosi premi e concorsi vinti e le svariate esposizioni a cui ha partecipato.
E questo mi ha colpito moltissimo: se sei bravo e capace, si vede da quel che fai, o è fondamentale saperlo trasmettere nel modo in cui ti poni agli altri?