Sara a lieto fine?

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Questa è la storia di Sara e di come è diventata una crafter. Sarà a lieto fine?

Pluriennale segretaria d’azienda.
Fino al licenziamento.
Improvviso.
Come un fulmine a ciel sereno.
“tutta colpa della crisi, mi han detto”

Nonostante i quarant’anni suonati Sara non si è arresa e ha cercato di dare un senso al troppo tempo libero che si è improvissamente trovata ad avere: per non impazzire, per non deprimersi, per trovare un senso a questa vita, che un senso non ce l’ha.
“adoro Vasco”

E’ brava con le mani, lo è sempre stata, ha fantasia, pazienza e tenacia e le piace dipingere, ma a parte il periodo scolastico, non lo ha mai più fatto, troppo presa dal lavoro, dalla casa
“il giardino ti porta via tanto di quel tempo che non penseresti mai”
dal marito e le sue camicie per l’ufficio, e ovviamente dalla sua splendida Elisa
“che ormai, a 15 anni, è quasi donna, ma per me resta sempre la mia bambina”

“E oggi che faccio?” rimugina mentre fa colazione, già verso il depresso andante. “non devo farmi prendere dallo scoramento, anche se il cielo è grigio plumbeo e ogni giorno è sempre più difficile alzarsi dal letto…
OK, ho deciso. Grigio per grigio me ne scendo in cantina a mettere a posto quegli ammuffiti scatoloni di altri tempi”
Sono quelli del suo vecchio appartamento, di quando era ancora single, e contengono tanti di quei ricordi che la mattinata in realtà vola, con il solo risultato di mettere ancora più disordine di prima…sta quasi per abbandonare quando si ritrova tra le mani la scatola delle cose di scuola e zac! improvviso come un flash, il ricordo di quell’ora di disegno di tanti anni fa, dove la prof aveva insegnato ad utilizzare il pirografo.
Un sorriso affiora, spontaneo ed incosapevole: ancora si ricorda quanto le era piaciuto e quanto aveva insistito con sua mamma per farsene comprare uno…ed eccolo lì, tra le squadre da disegno e l’album della Fabriano, con un muto richiamo a provare di nuovo il calore di quel tempo.

SMS a Robi, il cugino falegname, per andare a trovarlo nel pomeriggio
“con tutti i lavori che mi ha fatto non si rifiuterà certo di farmi usare qualche pezzo di legno di scarto, no?”

E fu così che Sara iniziò ad intagliare e dipingere il legno. Felicemente persa nella puzza di bruciato, la punta delle dita scottata, ha trovato una nuova serenità che le spegne i pensieri ansiosi e la fa sorridere più di quanto avrebbe mai immaginato.
Ce l’avrebbe fatta anche senza il cugino falegname? O senza una bella botta di fortuna non c’è speranza?
Io scelgo di credere al destino, quello che ognuno si crea, mischiando i suoi desideri con la magia della casualità, con buona pace per il cugino, che non c’entra affatto in questa storia.

Le settimane volano, e il colore del cielo fuori dalla finestra non è più così determinante per il suo stato d’animo. Perchè ora c’è questa cosa, che non solo le piace, la rilassa e le fa vedere il mondo in una tonalità meno grigia, ma pare, guarda un po’, che piaccia anche a tutti quelli che vedono le sue creazioni.
Chi vorrebbe imparare da lei, chi le chiede di farle qualcosa di speciale, chi vorrebbe una sua opera da regalare per Natale
“addirittura opera?! Dai, non chiamarla così che mi imbarazzi!”
…insomma, piacciono a tutti al punto che, pian piano, si convince che forse, ma dico solo forse (e pure sottovoce), potrebbe vendere le sue creazioni e guadagnarci qualche soldino…
“Aaaaah, sarebbe davvero bellissimo!” (sospiro da sognatrice)

E così Sara ha dato inizio alla sua piccola attività di micro artigiana, in versione tutta casalinga, con mille dubbi e paure, perchè ancora non le sembra vero, che ci siano delle persone là fuori disposte a pagarla affinchè faccia qualcosa che lei trova così semplice, bello e rilassante.
Non sa mai quanto chiedere, le pare brutto perchè in fondo non ha speso niente per farlo, se non il suo tempo, che comunque non saprebbe come impegnare in modo più vantaggioso, quindi fa prezzi molto bassi…pur con la sensazione che in realtà potrebbe chiedere ben di più e le sue clienti le pagherebbero volentieri cifre più alte, perché pare, e questo è strano veramente, che sia più facile per gli altri avere stima nelle capacità di Sara, di quanta ne possa avere lei in sé stessa.
Le dicono che non ha abbastanza fiducia in sé stessa, che dovrebbe crederci di più e trasformare questi suoi talenti in un lavoro vero e proprio…chissà se sarà vero, chissà quando potremo saperlo, per ora Sara non ci crede abbastanza per spiegare le ali e lanciarsi…anche se io sono così curiosa di sapere come andrà a finire….dai, Sara, provaci!