Un giorno d’estate nel Chianti

ceramiche rampini
Dopo un ferragosto passato a mangiare, bere e dormire sento il bisogno di muovermi un po’ e ovviamente ne approfitto per andare in cerca dell’artigianato locale!

Ed è così che, dopo l’ennesimo pranzo luculliano, innaffiato dal sempre ottimo Monterinaldi, questo pomeriggio sono andata alle Ceramiche Rampini, senza sapere bene cosa aspettarmi ma incuriosita da un loro volantino raccolto in zona.
Mi ritrovo ad entrare in una bella proprietà privata, un tipico casolare toscano immerso nel verde con laboratorio annesso: al piano superiore ci sono le stanze private mentre un’ala del piano terra è adibita a vendita ed esposizione dei loro lavori.


Quasi una decina di dipendenti tra ceramisti, pittori e commessi, un signor laboratorio con 3 forni al piano terra e la zona pittura al piano superiore, una produzione di piatti, vasi, brocche, ciotole che dura da più di 25 anni, tutto mi fa pensare ad un atelier, con la A maiuscola però!

Un cartello informa che tutto il processo di creazione delle ceramiche è fatto esclusivamente a mano, ma l’avviso è in inglese perché il Chianti è principalmente frequentato dagli americani, che quando entrano in questi luoghi restano giustamente stupefatti dalle nostre capacità artistiche e artigianali perché non c’è nulla da fare: l’Italia è bella!
Noi italiani conosciamo il bello, sappiamo apprezzarlo e coltivarlo, da millenni viviamo immersi nella bellezza e questo si riflette in ciascuno di noi, naturalmente ed inconsciamente. Quando poi alcuni di noi riescono pure a trasformarlo in realtà concrete allora, beh, non abbiamo rivali al mondo!